Come iniziare a costruire la tua lista contatti

Tutto bello, il ChatBot è una figata pazzesca, hai capito che ha delle potenzialità clamorose, che puoi implementarlo facilmente nella tua strategia di marketing e che può permetterti di ottenere risultati molto interessanti per il tuo business. 

Ma tu potresti anche chiedermi: 

“Caro Luciano, ma oltre a iscrivere mia mamma, il mio amico-cavia e la mia fidanzata, a chi li mando i miei super messaggi via chat?”

Si, insomma, come faccio ad aumentare gli iscritti al mio ChatBot?

Direi che hai scelto l’articolo giusto perché sto per darti qualche dritta super utile in questo senso.

ECCO TRE PASSI PER POPOLARE LA TUA LISTA DI ISCRITTI.

Oggi voglio proporti 3 passi molto semplici e applicabili da subito per fare in modo che la tua lista possa cominciare a popolarsi con dei lead interessanti e soprattutto interessati alla tua proposta prima di passare alla classica “sponsorizzata” in cui proporre il tuo lead magnet. 

Pronti?

Via!

PASSO 1) 

Crea la tua Porta d’ingresso, il tuo Stargate! 

Ma quale porta?

L’indirizzo url del tuo Chabot è la tua porta d’ingresso!

Come un bravo installatore di infissi, dovrai creare la tua “Porta”.

PASSO 2)

Porta la tua “porta” ovunque. 

Ti ricordi quando avevi appena finito di costruire il tuo primo sito web e continuavi a spammare a mezzo mondo l’indirizzo www.guardaquantèbelloilmiosito.com oppure avevi appena stampato i tuoi biglietti da visita e continuavi a distribuirli a ogni persona che incontravi?

Bene, non ti sto dicendo di fare questo ma sicuramente di fare attenzione a tutte quelle circostanze in cui puoi “incollare” il tuo url in modo da lasciare un canale d’accesso ai tuoi prossimi potenziali iscritti. 

Cosa significa?

Significa che, per esempio, l’url non deve mancare nella tua firma mail, negli articoli che scrivi sul tuo blog, nei guest post che scrivi per altri, nelle pagine bio dei social che utilizzi, nel sottopancia e nelle descrizioni di video, dirette Facebook e in tutte quelle occasioni in cui parli del tuo marketing o dei tuoi prodotti/servizi. 

Sii “accogliente” e apri la porta al prossimo, perché potrebbe essere quello buono per te e tu quello buono per lui. 


PASSO 3) 

UTILIZZA LE LISTE CONTATTI CHE HAI CREATO IN ALTRI AMBIENTI

(Email, Linkedin o altri Social che stai presidiando) 

Se diamo per scontato che le liste di cui disponi sono popolate da persone che, per un motivo o per un altro, sono già entrate in contatto con te, sfrutta questo asset per incanalare questi lead nel flusso ChatBot. 

Ovviamente, ti suggerisco di dare loro un motivo per cliccare e iscriversi alla tua nuova lista per limitare l’effetto “doppione” proponendo un piccolo magnet, un report, uno sconto o qualcosa che sia per loro utile e che li spinga a cliccare sull’URL.

Manda quindi un messaggio a tutti i tuoi contatti, magari con un oggetto che sia accattivante, e proponi loro la tua ultima “fatica”, lo sconto speciale o la mini-guida che risolva un loro problema specifico. Indirizza tutti verso la tua porta magica e continua a popolare la tua lista iscritti al ChatBot.  

Per esperienza posso dirti che, a volte, trascuriamo le cose base e apparentemente scontate come quelle che ti ho appena suggerito per cercare di lavorare all’”effetto wow”. 

Tuttavia, iniziare dalle basi è sempre la cosa migliore ed è anche un ottimo modo di portare il focus su ogni più piccolo dettaglio di cui è composta una buona strategia di acquisizione clienti. 

Dunque, se sei all’inizio o sei partito senza considerare questi tre passi, spero tu possa continuare a popolare le tue liste anche attraverso di essi. 

Mai dare nulla per scontato e, se desideri, fammi sapere com’è andata con la creazione della tua “Porta Magica”!

Ci leggiamo presto.

Detective Chatbot

Entrare nella testa del cliente è la sfida.

Una delle sfide più affascinanti per chi fa marketing è cercare di comprendere nella maniera più precisa possibile che cosa desidera il potenziale cliente e per comprendere questo non basta accedere a una serie di informazioni come sesso, età, interessi, lavoro e quant’altro ma è necessario comprendere come e cosa il cliente pensa, parlare il suo linguaggio e scoprire di cosa ha realmente bisogno per risolvere il suo problema.

Insomma, ci vuole molta ricerca ma anche molta psicologia. 

Il ChatBot, d’altronde, ponendosi come strumento ideale per instaurare una relazione personalizzata con il cliente non può sottrarsi alla “lettura della mente” anzi, può fare di questo aspetto il suo fiore all’occhiello. 

Ma come?

Trasformati in una sorta di Sherlock Holmes del ChatBot e comincia a creare una serie di “Profili psicologici” in cui raggruppare e segmentare i tuoi clienti o aspiranti tali. 

Quali sono i valori del tuo pubblico?  

Qual è il suo stile di vita?

Quali problemi affronta?

In che ambiti lavora?

Perché si comporta in un certo modo?

Perché ha acquistato da te piuttosto che da un altro?

Insomma, è ovvio che se vuoi rendere sempre più personalizzata l’esperienza utente all’interno del tuo ChatBot devi conoscere a fondo le persone con cui hai a che fare.

E come si fa a conoscere meglio i tuoi utenti?

Beh, semplice. 

Un bravo investigatore è uno che fa tante domande (e soprattutto quelle giuste). 

Te l’ho detto che devi essere un po’ Sherlock Holmes, no?

COME OTTENERE LE INFORMAZIONI CHE DESIDERI?

  1. Fai domande
  2. Invia sondaggi

FAI DOMANDE

Da chi possiamo partire nella nostra indagine segreta?

Ovviamente dai clienti più fidelizzati, quelli che hanno acquistato magari più volte o che comunque hanno mostrato un buon grado di soddisfazione nei confronti dei prodotti/servizi che hai erogato loro.

Perché hanno acquistato da te? Quale percezione hanno dei tuoi servizi/prodotti? Quando hanno acquistato? Che cosa ha fatto scattare in loro la percezione che stessi offrendo la soluzione che cercavano? 

Non essere timido. A te serve sapere quante più cose possibili sui loro meccanismi di pensiero se vuoi targettizzare a livello psicologico i tuoi interlocutori. 

Il secondo passo è parlare con i clienti che non hanno acquistato da te!

Scopri perché non hanno scelto i tuoi prodotti ma quelli di un tuo competitor, se c’è qualcosa che puoi migliorare nella tua comunicazione, nella tua proposta, nel tuo modo di relazionarti ricordando sempre che, in ogni caso, non devi snaturarti per raggiungere più persone, perché questo potrebbe invece farti perdere quei clienti fidelizzati di cui ti ho parlato sopra.

A questo punto, tu potresti obiettare: “Bellissimo gioco Luciano, ma qui dobbiamo fatturare, per fare l’investigatore privato non mi paga nessuno, non è che posso passare le mie giornate a interrogare i clienti come il tenente Colombo”. 

E il ChatBot cosa lo abbiamo installato a fare?

Usalo anche per questo.

Invia domande, struttura un flusso in cui avvii un’indagine di soddisfazione utente, fai dei quiz in cui raccogli le loro preferenze.

È un lavoro a monte sicuramente impegnativo ma è fondamentale per risparmiare del tempo quando entrerai nella fase di proposta e quando non ti arrovellerai il cervello per capire come interfacciarti e che parole utilizzare per conversare con lui all’interno della chat. 

MANDA SONDAGGI

Il sondaggio è uno strumento molto potente per raccogliere feedback e profilare meglio i tuoi utenti. 

Spesso infatti diamo per scontato il fatto di conoscere i clienti e le persone che orbitano attorno al nostro business ma in realtà tante volte ci perdiamo dei pezzi e delle informazioni importanti. 

Ricorda che inviare un sondaggio digitale è molto semplice ed è un gesto che molti apprezzano perché permette al cliente di esprimere la sua opinione ed è percepito come un gesto di attenzione nei suoi confronti. 

Il fine, d’altronde, è certamente quello di conoscerlo meglio ma conoscerlo meglio vuol dire soprattutto mandargli delle comunicazioni che siano sempre utili per lui e non una perdita di tempo. 

Per questo credo che sia importante, per esempio, inviare un sondaggio subito dopo un acquisto, proprio per sondare a caldo i meccanismi che ha appena messo in atto e che lo hanno portato a comprare un tuo prodotto. 

MENO SFORZO, PIÙ FOCUS.

Una volta individuato il tuo pubblico anche in base alla segmentazione psicologica sarà molto più semplice creare dei contenuti e dei prodotti mirati alle sue esigenze e risparmierai tempo ed energie che prima destinavi a produrre qualcosa che al tuo target non serviva.

Inoltre, sai benissimo che un target ben “osservato” ci permette di ridurre la spesa pubblicitaria quando entreremo nella fase delle campagne e delle sponsorizzate. 

Bene mio caro Sherlock, è tempo di dare avvio alle indagini e di trasformarti in un infallibile profiler.

Inutile aggiungere che il caso è tuo!

Ci leggiamo alla prossima.

Nel marketing conta la testa… e il testo

Verba volant, scripta manent.

Niente da dire, i latini in fatto di marketing la sapevano lunga. 

Le chiacchiere stanno a zero, mentre le cose nero su bianco, ragazzi miei, restano eccome. 

Ecco perché oggi voglio ribadire un concetto che a volte ha bisogno di essere ripreso: 

se usi la testa, soprattutto per conoscere quella dei tuoi potenziali clienti, il testo scritto è ancora lo strumento migliore per comunicare, entrare in relazione, far conoscere il tuo prodotto al tuo target, venderlo e fidelizzare chi ti ha dato fiducia.

In questa era in cui “l’attenzione” degli utenti è uno dei beni più preziosi in circolazione, le aziende continuano a investire budget importanti per comunicare su varie piattaforme, a volte seguendo il trend o il social del momento, altre volte ancora andando a “sensazione” o improvvisando senza una vera e propria strategia. 

Ma nel marasma generale esiste fortunatamente un canale di comunicazione, testuale ovviamente, molto più preciso, diretto, oserei dire confidenziale, in cui è molto più semplice implementare una strategia fluida e dai risultati davvero interessanti: 

è il marketing impostato sulla conversazione, in cui il chatbot può fare la differenza.

A PROPOSITO DI DIFFERENZE…

Andando nello specifico, quali sono i vantaggi del “marketing conversazionale”?

Tassi di apertura

Il tasso di apertura da parte di chi riceve un messaggio diretto in chat rispetto a una mail nella sua casella di posta è di gran lunga superiore.

Si arrivano a toccare picchi che superano, in alcuni casi, il 90%.

Non male, vero? 

Convenienza

Il costo di un messaggio di testo ha un costo di circa 3 centesimi ed è molto inferiore rispetto a un clic su una campagna generalista, senza considerare che i tempi di configurazione sono davverp esigui se si utilizza una piattaforma come ManyChat.

 

Più relazione, meno spam (è la tua occasione).

Si passa da un tipo di comunicazione generalista a un’altra molto più focalizzata all’utente grazie a tutti quei dati acquisibili fin dal primo contatto come, ad esempio, età, sesso, professione, interessi, ecc.

Inoltre, è importante sottolineare come una campagna o un funnel impostati via chat possano distinguersi a livello di approccio al cliente, perché in sostanza rappresentano un modo più soft di iniziare una conversazione con lui. 

 

Cosa significa tutto questo?

Vuol dire avviare un processo di lead generation molto più efficace, in quanto i contatti che acquisisci attraverso una strategia basata sulla messaggistica istantanea sono contatti che puoi molto più facilmente raggiungere, selezionare, nutrire, “scaldare” e servire con il tuo prodotto/servizio.

Come se non bastasse, le implementazioni sono pressoché tendenti all’infinito, perché potresti utilizzare il marketing via chat per ampliare la tua lista di contatti mail, pubblicizzare eventi territoriali, gestire prenotazioni/registrazioni, proporre contenuti, regalare coupon e farlo con una precisione e un tasso di apertura che al momento nessun altro strumento può fornire e con una facilità di analisi dei dati che costituisce un altro punto chiave.

In sostanza, quando continui a sentire o a leggere la storia del “content is the King”, ricorda che oltre al contenuto di valore è necessario creare una relazione di valore con chi desideri raggiungere e che questa relazione oggi puoi crearla molto più velocemente con la scrittura di piccoli messaggi di testo. 

Spero di averti fornito alcuni spunti che ti spingano a prendere in seria considerazione l’idea di implementare una strategia di marketing impostata via chatbot nel tuo business.

Tornando all’antichità, se le vie del Signore sono infinite, anche quelle del testo non scherzano e oggi ti ho parlato delle vie del testo “brevi”.

Certo: come sempre, perché funzioni, bisogna usare anche la testa.

Ma se quella è possibile perderla… il testo, no. 

Quello resta, eccome.

Lo dicevano anche i latini, no?